BMW Z3: trent’anni di stile, potenza e libertà.
Nel 1995 nasceva una delle scoperte più iconiche dell’era moderna BMW: la Z3, prima roadster dell’Elica dell’epoca contemporanea, lanciata sul mercato come elegante risposta alla rivale Mercedes SLK.
Ma se quest’ultima puntava sulla sofisticazione di una capote rigida ripiegabile, la Z3 rispondeva con la purezza classica del tetto in tela, omaggio ai roadster del passato, ma con uno stile destinato a durare.
Linee senza tempo, con il lungo cofano che slancia il profilo, l’abitacolo arretrato che regala equilibrio e proporzioni da sportiva vera, e quella coda compatta che sembra disegnata col righello dell’essenzialità. Il dettaglio che fa innamorare? Le branchie sui passaruota anteriori, retaggio della tradizione sportiva BMW, oggi diventate un segno distintivo.
Nel 1999 arrivò un restyling discreto ma efficace, soprattutto al posteriore, mentre sotto il cofano si aggiornarono le motorizzazioni. Nata con i quattro cilindri 1.8 e 1.9 da 116 e 140 cavalli, la Z3 svelò presto la sua anima più grintosa con l’arrivo dei sei cilindri in linea 2.8 e 3.2, quest’ultimo preso in prestito dalla M3 E36, capace di erogare ben 321 CV.
Una vera belva da domare, soprattutto in assenza di controllo di trazione, come si usava un tempo. Guidarla voleva dire sentire l’asfalto e correggere con il volante e il cuore.
Nel 2000 la gamma si arricchì dei più equilibrati sei cilindri 2.0 e 2.2 da 150 e 170 CV, mantenendo così un ventaglio completo di potenze e personalità. E per chi cercava qualcosa di davvero fuori dal comune, nel 1998 arrivò la variante Coupé, o meglio, la shooting brake, con tetto fisso e un carattere da ribelle.
Spigolosa, diversa, amata o odiata: oggi è un instant classic, soprattutto nelle versioni con motore 3.2.
La Z3 fu anche la prima BMW prodotta fuori dai confini europei, precisamente nello stabilimento di Spartanburg, in South Carolina. Una scelta strategica, certo, ma anche simbolica: era l’auto perfetta per i grandi spazi americani, per l’idea di libertà, di viaggio, di orizzonte.
La produzione si concluse nel 2002 dopo 297.000 esemplari, cedendo il testimone alla più moderna Z4.
La sua fama mondiale esplose con il cinema: Pierce Brosnan, nei panni di James Bond in GoldenEye, la rese una star su quattro ruote. Una comparsa breve ma indimenticabile, come una diva che sa come farsi notare anche solo per un’apparizione.
Oggi la BMW Z3 compie 30 anni e continua ad affascinare. Le quotazioni sono in crescita: si parte da circa 11.000 euro per gli esemplari base ben conservati, mentre le versioni M, dotate di meccanica sopraffina, raggiungono e spesso superano i 40.000 euro.
Ma con attenzione e passione si può ancora trovare l’esemplare giusto, capace di regalare emozioni autentiche e, perché no, anche qualche soddisfazione futura sul piano collezionistico.
Perché la Z3 non è solo un’auto. È un’idea di libertà in formato roadster. E certi sogni, lo sappiamo, non passano mai di moda.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

