Verso il tramonto, tra arte, salite e Repubbliche: la 1000 Miglia abbraccia San Marino e il mare.
Dopo una pausa tra storia e sapori nel cuore di Arezzo, che ha riaperto le sue porte alla Freccia Rossa dopo quattro anni di silenzio, gli equipaggi si rimettono in marcia. Le lancette dei cronometri tornano a girare a Palazzo del Pero, minuscola frazione incastonata nei rilievi aretini, dove una nuova serie di otto Prove Cronometrate si consuma nel ritmo serrato della meccanica e della precisione.
La discesa verso Anghiari è un tuffo nel tempo: lo stradone che guarda le colline si trasforma in passerella, e i timbri diventano applausi in carta carbone.
Poi è la volta di San Sepolcro, la città di Piero della Francesca, dove le pietre sembrano raccontare storie di prospettiva e armonia. Le auto sfiorano i selciati antichi, tra due ali di folla che salutano con meraviglia ogni passaggio.
Poco oltre, in direzione della Riserva Naturale dell’Alpe della Luna, si affronta la Prova di Media sul Valico di Viamaggio: un’ascesa immersa nel verde, tra curve in sequenza e un silenzio montano rotto solo dal ruggito dei motori e dal ticchettio dei cronometri. Un tratto tecnico, severo, dove ogni secondo pesa come piombo.
La classifica, aggiornata alla Prova Cronometrata 80, racconta una gara ancora saldamente in mano a Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, sempre in testa su Alfa Romeo 6C 1750 SS. A inseguirli, instancabili, Daniel Andres Erejomovich e Gustavo Llanos su 6C 1500 SS.
Terza piazza per i tenaci Turelli a bordo della O.M. 665 Superba, una leggenda che continua a brillare.
Ma è nei sessanta chilometri successivi che la 1000 Miglia riscrive la propria mappa sentimentale: tra boschi e dorsali appenniniche, la carovana entra nella Repubblica di San Marino, accolta dai riflessi dorati del tramonto e dall’entusiasmo di una folla inattesa.
È un inedito passaggio serale, reso ancora più vivo da una serie di Prove Cronometrate valide per il Trofeo San Marino, a dimostrazione che la storia ama sorprendere anche dopo quasi cento anni di corsa.
Poi la discesa verso Gambettola per un Controllo Timbro tra luci artificiali e voci festanti, e infine Cesena, dove gli equipaggi vengono accolti nel futuristico Technogym Village, santuario del benessere italiano.
Qui, in mezzo ad attrezzi e design, si consuma la terza – e ultima – cena in gara, una pausa rigenerante dopo una delle giornate più intense dell’intera edizione.
Il sipario si chiude a Milano Marittima, ma non senza spettacolo: le auto raggiungono Piazza Andrea Costa per il Controllo Orario di fine giornata, poi si concedono una passerella sulla pedana allestita in Piazza Maffei, ai piedi della Torre San Michele.
Le luci, i sorrisi, la musica, e il mare che rumoreggia poco oltre: un finale che è preludio al gran ritorno verso Brescia, dove tutto è cominciato.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici; foto di Stefano Rosso, che ringrazio!


