Fiat Duna: quarant’anni (contro)vento.

Fiat Duna: quarant’anni (contro)vento.
La storia di un modello divisivo, nato per conquistare e finito per far ridere – prima di prendersi la sua rivincita. Nel panorama dell’automobile italiana c’è un ristretto gruppo di vetture capaci di lasciare il segno più per ciò che rappresentano che per ciò che sono.

La Fiat Duna, che nel 2025 compie 40 anni, è una di queste. Un’auto simbolo – nel bene e nel male – di un’epoca fatta di economia domestica, di design pragmatico e di famiglie in cerca di spazio a buon mercato. Un’auto tanto vilipesa da diventare involontariamente iconica.


Duna o Premio: due nomi per una sola idea

Nata nel 1985 in Brasile come Fiat Premio, era la naturale estensione a tre volumi del progetto Uno. La base tecnica era la stessa, ma tutto era studiato per le esigenze dell’America Latina: sospensioni robuste, assetto rialzato, e linee semplici per un’economia di scala efficace. Il risultato? Una vettura spartana, robusta e – per i canoni sudamericani – pure elegante.

In patria fu un successo travolgente: la prima piccola berlina del Paese a offrire optional come aria condizionata, vetri elettrici e perfino un computer di bordo. Nel 1986 vinse il prestigioso “Carro do Ano” della rivista Autoesporte, divenendo un’icona popolare e urbana.


Dallo zenzero al peperoncino: l’arrivo in Italia

Nel 1987 arriva anche in Europa, ribattezzata Fiat Duna. L’accoglienza italiana, però, fu ben diversa. Il pubblico la trovò esteticamente sgraziata – specialmente nella versione a tre volumi – e la stampa specializzata non le risparmiò critiche. Ma fu soprattutto la satira televisiva a consacrarla a simbolo di mediocrità: memorabili le battute nei programmi come Drive-In e Striscia la Notizia, dove la Duna divenne bersaglio di ironie e parodie.

Eppure, sotto il tiro comico, si nascondeva una realtà concreta: la Duna vendeva, soprattutto in versione familiare, apprezzata da chi cercava grande capacità di carico e costi contenuti. E non dimentichiamolo: era firmata da Giorgetto Giugiaro, anche se in una delle sue vesti più funzionali che ispirate.


La rivincita (inaspettata)

Negli anni ’90 scompare dai radar, soppiantata da modelli più moderni e decisamente più piacevoli da guardare. Ma come ogni icona underground che si rispetti, anche la Duna ha avuto la sua riscoperta tardiva.

Nel 2019 un esemplare Diesel ha vinto un premio alla fiera AutoClassica, non per la sua bellezza o rarità, ma perché arrivato da più lontano tra i partecipanti. Ironia della sorte: un’auto derisa per anni torna protagonista in un evento per intenditori. E chi l’ha portata si è preso l’applauso più sentito.


Conclusione: più avanti del suo tempo (forse)

A guardarla oggi, con le lenti del collezionismo o della storia industriale, la Fiat Duna appare sotto una nuova luce. Era una low-cost ante litteram, una world car prima che il termine fosse di moda, una macchina che ha interpretato alla lettera il concetto di “auto per tutti”.

E se quarant’anni fa la sua forma era il motivo per non comprarla, oggi potrebbe essere proprio quel design spigoloso e onesto a renderla collezionabile. Perché anche l’ironia, nel tempo, può scolpire il mito.

Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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