Ferrari F50, all’asta di Las Vegas un esemplare venduto per oltre 16 milioni di euro.
Record mondiale per la supercar di Maranello: una F50 del 1997, con appena 170 chilometri percorsi, è stata aggiudicata da Broad Arrow per 18,7 milioni di dollari. Un risultato che riscrive la storia delle quotazioni del modello.
Ci sono automobili che rappresentano un capitolo importante nella storia di una Casa automobilistica e altre che, con il passare degli anni, diventano autentici oggetti del desiderio per collezionisti di tutto il mondo. La Ferrari F50 appartiene senza dubbio a entrambe le categorie.
A dimostrarlo è il risultato straordinario ottenuto recentemente a Las Vegas, dove, durante un’asta organizzata da Broad Arrow, un esemplare del 1997 è stato venduto alla cifra record di 18.705.000 dollari, pari a circa 16,6 milioni di euro.
Protagonista dell’aggiudicazione è stata una vettura con una storia particolarmente interessante e una percorrenza praticamente simbolica: appena 106 miglia, equivalenti a circa 170 chilometri.
Conservata in condizioni eccezionali e accompagnata da un corredo di accessori originali, la F50 ha attirato l’attenzione degli offerenti presenti in sala, fino a raggiungere una valutazione che supera di oltre quattro milioni di dollari il precedente record mondiale per questo modello.
Un risultato che conferma quanto la F50 sia diventata una delle Ferrari più ambite della sua generazione, soprattutto quando alla rarità si aggiungono condizioni di conservazione e originalità difficilmente replicabili.
La Ferrari che portò la Formula 1 sulle strade
Presentata nel 1995 per celebrare i cinquant’anni della Ferrari, la F50 rappresentava una delle espressioni più estreme della filosofia tecnologica di Maranello. Prodotta in soli 349 esemplari tra il 1995 e il 1997, era stata concepita per trasferire su una vettura stradale alcune delle soluzioni sviluppate nell’esperienza della Formula 1.
Il suo prezzo di listino al momento del lancio era di 852 milioni di lire, una cifra che la collocava già allora nell’élite delle supercar mondiali.
Rispetto alla precedente F40 e alla successiva Enzo, la F50 proponeva una filosofia particolare: era una biposto scoperta, dotata di tetto rigido removibile, capace di trasformarsi in una spider dalle prestazioni straordinarie. Una scelta che permetteva di vivere il rapporto con il motore e con la strada in maniera ancora più diretta.
Il V12 aspirato, cuore della F50
Il vero protagonista era il propulsore: un V12 aspirato di 4,7 litri, derivato dall’esperienza Ferrari in Formula 1 e strettamente imparentato con il motore utilizzato sulle monoposto del 1990 e 1991.
La potenza dichiarata raggiungeva i 520 CV, trasmessi alle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a sei rapporti. Numeri che, a metà degli anni Novanta, collocavano la F50 ai vertici assoluti delle prestazioni automobilistiche.
L’accelerazione da 0 a 100 km/h richiedeva appena 3,8 secondi, mentre la velocità massima dichiarata raggiungeva i 325 km/h.
Ma la vera particolarità della F50 non era soltanto nelle prestazioni. Il progetto tecnico prevedeva un telaio monoscocca in fibra di carbonio, sul quale il motore e il cambio contribuivano direttamente alla struttura portante della vettura. Una soluzione derivata dalla concezione delle monoposto da competizione.
Anche le sospensioni raccontavano questa impostazione: all’anteriore era adottato uno schema push-rod, con elementi fissati direttamente alla scocca, per ottenere precisione di risposta e un comportamento dinamico particolarmente raffinato.
Un record che consacra un’icona
La vendita di Las Vegas rappresenta molto più di una semplice aggiudicazione milionaria. È il riconoscimento del valore storico e tecnico di una vettura che ha saputo interpretare in maniera autentica il legame tra Ferrari e Formula 1.
La F50 non ha mai avuto la diffusione commerciale della F40, né ha raggiunto la notorietà mediatica della successiva Enzo. Eppure, proprio la sua architettura tecnica, il V12 aspirato e la possibilità di viaggiare a cielo aperto ne hanno costruito nel tempo un’identità inconfondibile.
Con soli 349 esemplari prodotti e una meccanica che rappresenta una delle più affascinanti interpretazioni della tecnologia Ferrari degli anni Novanta, la F50 continua a occupare un posto speciale nella storia delle supercar.
E oggi, a distanza di quasi trent’anni dalla fine della produzione, un esemplare praticamente mai utilizzato ha dimostrato che il fascino del Cavallino Rampante non conosce limiti, neppure quando si parla di cifre da capogiro.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.

