Targa Florio Classica 2026: 120 anni di leggenda sulle strade della Sicilia.
Dalle strade del Grande Circuito delle Madonie ai paesaggi senza tempo della Sicilia occidentale, la Targa Florio Classica 2026 si prepara a celebrare una storia lunga 120 anni, riportando in strada il fascino di una delle competizioni automobilistiche più leggendarie di sempre.
Dal 15 al 18 ottobre, Palermo e alcuni dei luoghi più suggestivi dell’isola diventeranno il palcoscenico di un appuntamento che unisce automobili d’epoca, cultura motoristica, turismo e memoria sportiva.
Presentata nella prestigiosa cornice del Salone delle Carrozze di Villa Niscemi, a Palermo, l’edizione 2026 della rievocazione si annuncia come uno degli eventi più attesi del calendario automobilistico storico.
Con circa 200 equipaggi al via, numerosi ospiti internazionali e oltre 600 chilometri di percorso tra le province di Palermo e Trapani, la manifestazione rappresenta anche l’appuntamento conclusivo del Campionato Italiano Grandi Eventi, il prestigioso circuito dedicato alla regolarità per auto storiche.
Ma la Targa Florio è molto più di una competizione. È una storia che appartiene alla Sicilia, all’Italia e all’intero mondo dell’automobile.
Vincenzo Florio e il sogno che nel 1906 cambiò la storia dell’automobilismo
Tutto ebbe inizio nel 1906, quando l’intuizione e la passione di Vincenzo Florio diedero vita a una gara destinata a entrare nella leggenda. In un’epoca in cui l’automobile rappresentava ancora una straordinaria promessa di progresso, l’imprenditore siciliano immaginò una competizione capace di mettere alla prova uomini e macchine lungo strade difficili, lontane dalla comodità dei circuiti tradizionali.
La scelta delle Madonie non fu casuale. Le loro strade tortuose, i dislivelli, le curve e le continue variazioni del fondo stradale trasformarono la Targa Florio in un banco di prova eccezionale per piloti, progettisti e costruttori.
Qui la velocità da sola non bastava: occorrevano sensibilità di guida, resistenza meccanica, capacità di interpretare il percorso e una profonda conoscenza della propria vettura.
Come ha ricordato lo storico e scrittore Salvatore Requirez durante la presentazione, la Targa Florio ha rappresentato un’avanguardia per lo sviluppo della tecnica e della tecnologia automobilistica.
Il suo tracciato, così diverso dai circuiti più regolari del continente, contribuì a renderla un riferimento per chi voleva misurare il valore delle proprie soluzioni tecniche in condizioni autenticamente impegnative.
È proprio questa combinazione di coraggio, innovazione e territorio ad aver alimentato il mito della corsa siciliana, trasformandola in un patrimonio che supera i confini dello sport.
Una leggenda che appartiene all’ACI e alla Sicilia
Nel corso della presentazione, il segretario generale dell’Automobile Club d’Italia, Annibale Ferrari, ha sottolineato il valore storico e culturale della manifestazione, richiamando il legame profondo tra la Targa Florio e l’istituzione che ne ha accompagnato la storia fin dalle origini.
«La Targa Florio è l’ACI», ha dichiarato Ferrari, ribadendo come la competizione nata nel 1906 con il sostegno dell’Automobile Club d’Italia rappresenti un patrimonio unico e inimitabile per la Federazione nazionale dello sport automobilistico.
Un’eredità che oggi si traduce anche nella responsabilità di conservare e trasmettere la cultura dell’automobile, promuovendo la sicurezza stradale e valorizzando la storia tecnica e sportiva dei veicoli.
Alla presentazione è intervenuto anche Alessandro Anello, assessore allo Sport del Comune di Palermo, che ha evidenziato l’importanza della manifestazione per la comunità locale. I circa 200 equipaggi, l’interesse dei collezionisti internazionali e la presenza di ospiti provenienti dall’estero contribuiscono infatti a generare ricadute turistiche, economiche e culturali, rafforzando l’immagine di Palermo e della Sicilia come destinazioni d’eccellenza per il motorismo storico.
La Targa Florio diventa così un racconto collettivo, nel quale l’automobile è il filo conduttore di un viaggio attraverso arte, paesaggio, tradizioni e identità.
Oltre 600 chilometri tra archeologia, mare e strade leggendarie
Il programma della Targa Florio Classica 2026 è stato progettato per offrire un’esperienza che coniuga la precisione della regolarità con la scoperta del territorio. Marco Rogano, coordinatore della manifestazione, ha illustrato le caratteristiche di un percorso articolato su oltre 600 chilometri, con prove e trasferimenti attraverso alcune delle località più affascinanti della Sicilia occidentale.
La prima giornata di gara porterà gli equipaggi nel Trapanese, tra paesaggi costieri, testimonianze archeologiche e luoghi simbolo della cultura siciliana. Terrasini, Erice, le saline di Marsala e i siti archeologici di Selinunte e Segesta saranno alcune delle tappe di un itinerario nel quale il fascino delle vetture storiche si intreccerà con una straordinaria ricchezza ambientale e culturale. Previsto anche il passaggio da Campobello di Mazara, località legata alla storia della regolarità automobilistica negli anni Sessanta.
Il momento più evocativo arriverà sabato 17 ottobre, quando le automobili torneranno sulle strade del Grande Circuito delle Madonie, teatro delle imprese che hanno costruito la fama internazionale della Targa Florio. È qui che il paesaggio diventa memoria e ogni curva sembra custodire l’eco dei campioni, delle sfide e delle innovazioni che hanno segnato generazioni di automobilisti.
Il percorso culminerà con una sosta pranzo a Pollina, al confine tra le province interessate dall’itinerario, prima di proseguire lungo le strade di un territorio che continua a esercitare un fascino magnetico sugli appassionati.
Domenica 18 ottobre, per gli equipaggi che desidereranno completare l’esperienza, è previsto un ulteriore itinerario nei dintorni di Palermo, con passaggi ad Altofonte e Monreale. La cerimonia di premiazione concluderà l’evento al Marina Yachting, presso il Molo Trapezoidale, moderno spazio portuale che offre una cornice suggestiva per il finale della manifestazione.
Giovanni Moceri: sette vittorie e un’emozione sempre nuova
Tra le testimonianze più significative emerse durante la presentazione c’è quella di Giovanni Moceri, protagonista assoluto della regolarità storica e vincitore della Targa Florio Classica per ben sette volte.
Un palmarès che potrebbe far pensare a un rapporto ormai consolidato con la competizione, quasi familiare. Eppure, per Moceri, l’emozione della partenza rimane intatta: ogni edizione rinnova il senso di appartenenza a una storia sportiva che coinvolge profondamente la Sicilia e i suoi abitanti.
Il pilota ha sottolineato come la crescita dell’evento, sostenuta dall’intervento dell’Automobile Club d’Italia, abbia contribuito a rafforzarne il prestigio internazionale. La regolarità e le auto d’epoca costituiscono, in questo senso, uno strumento privilegiato per tramandare alle nuove generazioni il significato della Targa Florio.
Perché conservare un’automobile storica non significa soltanto custodire un oggetto del passato. Significa preservare una testimonianza della tecnica, dell’ingegno e della cultura di un’epoca, mantenendola viva attraverso esperienze condivise e nuove storie da raccontare.
Il Ferrari Tribute e il fascino delle grandi protagoniste
Anche nell’edizione 2026 non mancherà il Ferrari Tribute to Targa Florio, presenza che rinnova il legame tra la corsa siciliana e il Cavallino Rampante, uno dei marchi più rappresentativi della storia automobilistica italiana.
Le vetture partecipanti offriranno un viaggio attraverso epoche, stili e soluzioni tecniche differenti, restituendo al pubblico la varietà di un patrimonio che comprende automobili nate per competere, modelli diventati icone del design e autentici capolavori dell’ingegneria meccanica.
L’appuntamento inaugurale è fissato per giovedì 15 ottobre, dalle ore 18, con la partenza da piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo di Palermo. Sarà una passerella di grande fascino, nella quale gli equipaggi e le loro automobili incontreranno il pubblico siciliano, da sempre legato alla propria corsa.
Al termine della cerimonia, i partecipanti faranno rientro al Molo Trapezoidale, quartier generale della manifestazione per i giorni successivi.
Dietro le quinte lavorerà uno staff di circa 200 persone. Un’organizzazione complessa che coinvolge numerose professionalità e ufficiali di gara, ai quali Marco Rogano ha rivolto un particolare ringraziamento per il contributo indispensabile alla realizzazione dell’evento.
Targa Florio Classica 2026: il passato corre verso il futuro
A 120 anni dalla prima edizione, la Targa Florio Classica conferma la propria capacità di unire competizione, cultura e promozione del territorio. La manifestazione non si limita a rievocare una pagina gloriosa dell’automobilismo, ma ne rinnova il significato attraverso vetture che continuano a muoversi sulle strade per le quali furono concepite e attraverso una passione che non conosce confini generazionali.
La Sicilia sarà ancora una volta protagonista, con le sue città, le sue coste, i suoi siti archeologici e le strade delle Madonie, dove la storia della corsa ha trovato la propria dimensione più autentica.
La Targa Florio è nata dal sogno di un uomo capace di immaginare il futuro dell’automobile. Oggi, attraverso la regolarità storica, quel sogno continua a viaggiare, trasformando ogni chilometro in una testimonianza e ogni vettura in una macchina del tempo.
Perché alcune corse si ricordano per chi ha vinto. La Targa Florio si ricorda anche per tutto ciò che ha saputo lasciare: una cultura, una tradizione e una leggenda che, dopo 120 anni, continua a correre.
Testo di Renzo Raimondi per Motori Storici.



