240 minuti sotto le stelle: la notte della regolarità accende il 2026 del CAEM/Scarfiotti.

240 minuti sotto le stelle: la notte della regolarità accende il 2026 del CAEM/Scarfiotti.

Ci sono gare che si corrono di giorno, alla luce piena del paesaggio. E poi ce ne sono altre che chiedono qualcosa in più: silenzio, concentrazione, fiducia.

La “240 Minuti sotto le Stelle” appartiene da sempre a questa seconda categoria. E anche nella sua 19ª edizione, disputata nelle Marche in una notte segnata dalla nebbia, ha confermato di essere molto più di una semplice gara di regolarità.

L’evento ha aperto ufficialmente la stagione 2026 dell’automobilismo d’epoca marchigiano e, non a caso, anche l’anno del 50° anniversario del CAEM/Lodovico Scarfiotti, una ricorrenza importante celebrata nel modo più coerente possibile: con una prova vera, selettiva, tecnica, valida per il Campionato Nazionale Formula Crono ASI, che proprio da Macerata prende tradizionalmente il via.

Il cuore pulsante della manifestazione è stato ancora una volta Piazza della Libertà, elegante e raccolta, che ha ospitato la concentrazione delle 50 vetture storiche e l’arrivo finale dopo circa 100 chilometri di percorso e 60 prove di abilità, suddivise in otto sezioni. Un palcoscenico urbano che ha permesso al pubblico di avvicinarsi alle auto e agli equipaggi, prima che la carovana si immergesse nelle strade collinari della provincia.

Prima del via, il tempo si è fermato per una visita alla Torre Civica di Macerata, recentemente restaurata, con il suo affascinante orologio astronomico: un momento sospeso, quasi un simbolo, prima che il cronometro tornasse a dettare legge.

Poi è arrivata lei, la nebbia, protagonista silenziosa della notte. Nelle zone di San Lorenzo di Treia e Cingoli la visibilità ridotta ha reso l’impegno ancora più delicato, trasformando ogni prova in un esercizio di precisione e autocontrollo.

Qui la regolarità ha mostrato il suo volto più autentico: non velocità, ma sensibilità; non aggressività, ma misura. Più scorrevoli le sezioni de Il Villino di Treia, Fontescodella a Macerata e Rotelli di Pollenza, quest’ultima a chiudere l’impegno con i cronometri a notte fonda.

A salutare equipaggi e organizzatori al via sono stati Andrea Carnevali, consigliere del club e voce del briefing pre-gara, insieme al Commissario Delegato ASI Aldo Agata.

L’intervento dell’Assessore allo Sport e Turismo del Comune di Macerata, Riccardo Sacchi, ha ribadito il valore della manifestazione come esempio virtuoso di turismo lento, capace di raccontare il territorio attraverso le sue strade, la sua accoglienza e le sue eccellenze.

Il sigillo finale è arrivato in uno dei luoghi più suggestivi della città: il Teatro della Società Filarmonico-Drammatica, fondato nel 1808, cornice ideale per una manifestazione che unisce sport, cultura e memoria.

Sul piano sportivo, la notte ha incoronato Paolo Pieroni di San Severino Marche, vincitore assoluto su Autobianchi A112 del 1978, davanti al molisano Daniele Corona su Lancia Fulvia Montecarlo del 1975 e al livornese Roberto Ricci su A112 del 1972.

Ai piedi del podio Carlo Francesco Chiarolla e Nicola Alessandrelli, mentre Corona ha confermato il successo nella classifica Young e Loredana Bonfigli, su Alfa Romeo Alfetta GT, si è imposta tra le conduttrici.

Ma più dei nomi, restano le immagini: fari che tagliano la foschia, cronometri che scorrono, vetture d’epoca che avanzano lente e precise nel buio.


È da notti come questa che si capisce perché la regolarità non sia solo una disciplina, ma un modo di vivere l’automobile storica.

Testo di Renzo Raimondi per motori Storici.

Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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