Moceri-Dicembre è in testa alla prima tappa della Coppa D’Oro delle Dolomiti 2020.

Moceri-Dicembre è in testa alla prima tappa della Coppa D’Oro delle Dolomiti 2020.

Uscendo da Cortina i concorrenti si sono lanciati alla volta del Passo Giau, accolti da una fitta nebbia che ha purtroppo escluso parte del meraviglioso panorama. I più temerari hanno ardito affrontare la pioggia costante che ha accompagnato la mattinata in un’auto cabriolet, vivendo a pieno lo spirito originario della Coppa d’Oro delle Dolomiti.

Una giornata ricca e impegnativa, 50 prove cronometrate e 2 di media, per un evento di grande importanza, non soltanto nel panorama sportivo, ma anche per la sua utilità ai fini di una piena ripresa economica e sociale del Paese, unitamente alle altre tappe del Campionato Grandi Eventi ACI Sport di cui costituisce la prima tappa.

A fine giornata sono Giovanni Moceri e Valeria Dicembre con la Fiat 508C del 1939 a condurre i giochi con 189,04 penalità, seguono Gianmario Fontanella e Annamaria Covelli con la Lancia Aprilia del 1939 a 240,47 penalità. Terzo posto con 248,43 penalità e grande divertimento per Antonino Margiotta e il pilota in seconda Vincenzo Bertieri, con la Volvo PV444 del 1947, “un percorso impegnativo, bellissimo, non ci siamo annoiati per niente…è la prima gara dopo il lockdown, abbiamo tolto la ruggine!”.

La Coppa d’Oro delle Dolomiti, differentemente dalle sue origini, non è più oggi una gara di velocità pura, rivive come evento revival e gara di regolarità classica, è dunque l’andatura più ordinata e costante a farla da padrona in questa tipologia di competizioni. “Non vince chi va più veloce, ma vince chi è più preciso” ricorda Alberto Aliverti, primo conduttore dell’Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato in un momento di sosta in Piazza dei Martiri a Belluno.

La sua vettura, con cui si alterna alla guida con Stefano Valente, ha ben 91 anni, ma sembra non sentirli, freni e pneumatici certo non sono quelli delle automobili moderne, in modo particolare sul bagnato che ha accompagnato i concorrenti per gran parte della giornata odierna; le attenzioni e le capacità richieste ai piloti sono notevoli. Oggi l’equipaggio ha accumulato 349,59 penalità, ottenendo il sesto posto nella classifica di giornata.

Un apprezzamento generale a fine giornata si riscontra tra i partecipanti nei confronti del percorso, le prove lineari e ben distanziate, unitamente alla capace agevolazione degli ufficiali di gara hanno consentito alla competizione di scorrere senza intoppi, permettendo ai conduttori di godersi il piacere della guida, immersi in un panorama dolomitico che ammalia per la sua grande bellezza, un territorio certificato dall’UNESCO quale patrimonio dell’umanità.

Ilaria Carturan, secondo conduttore della Mini Cooper Innocenti 1969: “Qualche difficoltà stamattina nella prova media, abbiamo perso il tergicristallo, una prova con molte curve, sul bagnato, a tratti delicata da gestire, ma nel complesso una bella prova, bilanciata bene.” Con Michele Lafortezza primo conduttore, il suo team si piazza ottavo alla prima tappa con 410,67 penalità.

Nessun problema invece dalla pioggia per Luca Patron e Alberto Scapolo, con la Bentley 3 Litre Speed del 1925 si piazzano quarti nella classifica generale con 305 penalità. Segue l’equipaggio composto da Osvaldo e Andrea Peli sulla Fiat Balilla Coppa d’Oro del 1934 con 308,20 penalità. Gara ben gestita anche da Himara Bottini, top driver alla sua terza edizione, in coppia con Luca Di Giusto sulla Porsche 911 del 1969 ottengono il sedicesimo nella classifica generale con 604,24 penalità.

 

 

Fonte Ufficio Stampa Coppa d’Oro delle Dolomiti

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Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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