La Maserati V4 Zagato targa Roma 333867 premiata a Pebble Beach.

La Maserati V4 Zagato targa Roma 333867 premiata a Pebble Beach.

Dopo diversi anni di grandi successi, tra cui i trofei Best of Show attribuiti nel 2018 alla Alfa Romeo 8C Touring Berlinetta 1937 e nel 2016 alla Lancia Astura Pinin Farina Cabriolet 1936, il Made in Italy è stato ‘travolto’ quest’anno al Concorso di Eleganza di Pebble Beach dalla folta armata composta da Bentley, da Aston Martin e da Mercedes d’epoca.

Tuttavia il Tricolore ha ‘svettato’ sul celebre campo da golf californiano in numerose premiazioni: l’Alfa Romeo 6C 2500 Ghia Supergioiello Coupé del 1950 ha vinto il premio J. B. & Dorothy Nethercutt Most Elegant Closed Car (vincendo anche la categoria, la Ferrari 250 GT Zagato Berlinetta Speciale del 1956 quello di Strother MacMinn Most Elegant Sports Car mentre alla Ferrari 412 P Coupe del 1967 è stato attribuito l’ArtCenter College of Design Award.

Altri importanti premi nell’ambito del Concorso di Pebble Beach sono andati alla Ferrari 735 S Monza Scaglietti Spyder del 1954 (Enzo Ferrari Trophy), alla Alfa Romeo 8C 2300 Zagato Spider del 1931 (Gran Turismo Trophy) e alla Abarth Porsche Carrera GTL Viarenzo & Filliponi Coupé del 1960 (Postwar Sports).

Un doppio riconoscimento in particolare – il Briggs Cunningham Trophy e la vittoria nella Classe P-1: Zagato Centennial Prewar – ha acceso i riflettori di Pebble Beach su una vettura ‘100% Made in Italy’ dalla storia davvero particolare.

Si tratta infatti della Maserati V4 Zagato Spider 1932, ora di proprietà di Lawrence Auriana, del Connecticut.

Questo gioiello, che esibisce ancora la targa originale Roma 33387, vanta nell’elenco dei suoi intestatari il dottor Riccardo Galeazzi Lisi, che nel 1939 diventò il medico personale di Papa Pio XII.

Ma per conoscere la complessa e intricata storia di questa splendida vettura sportiva di colore verde brillante, occorre fare un passo indietro rispetto al 1932 – l’anno di emissione del certificato d’origine della vettura – andando al 1929 quando un biposto da competizione con il Tridente sul cofano, e dotata del nuovissimo motore V4 a 16 cilindri costituito da 2 otto cilindri (di origine B26), scese in pista a Monza in vista dell’imminente Gran Premio d’Italia. Guidata da Alfieri Maserati la ‘progenitrice’ dell’auto premiata a Pebble Beach arrivò seconda nella prima manche alle spalle della Mercedes-Benz SSK di Momberger mentre si ritirò nella seconda stabilendo comunque un record sul giro rimasto imbattuto fino al 1954.

Due settimane più tardi la V4 partecipò alla Giornata dei record di Cremona, dove Borzacchini stabilì il record su 10 km in linea retta a 246 km/h. Nel 1930 la stessa auto corse al Gran Premio di Tripoli, dominando la gara (sempre affidata Borzacchini) e stabilendo il record sul giro.

Sulla scia di questo successo la Maserati V4 venne iscritta alla 500 Miglia di Indianapolis, ma con scarso successo (28ma nelle prove, ritirata nella gara): nel 1931 fu Ernesto Maserati a portarla alla vittoria nel Gran Premio Reale di Roma, l’ultima uscita prima del ‘pensionamento’ a favore della V5 (5 litri) sempre a 16 cilindri.

La precedente Maserati V4 – nel pieno rispetto del motto ‘non si butta niente’ – venne però fatta a pezzi, diventando una due posti Sport – quella di Pebble Beach – che venne venduta nel novembre del 1932 al concessionario del Tridente (e rivenditore dei carburatori Weber) Ludovico Tomeucci.

Un anno dopo il passaggio a Riccardo Galeazzi, che – per la sua professione – doveva correre nascondendosi dietro allo pseudonimo Maometto, conservando la splendida V4 in un garage di Civitavecchia.

Venduta, ma non pagata del tutto, la V4 rimase per qualche tempo nella disponibilità di altri due piloti italiani – Carlo Gazzabini e Secondo Corsi – e ritornò dopo un incidente nelle mani di Galeazzi che ne era ancora il proprietario. La Maserati finì così a Milano, nelle mani della Carrozzeria Zagato che si era fatta conoscere per le splendide Alfa Romeo sportive. Nacque così l’attuale carrozzeria, una combinazione di eleganza e sportività, e ridipinta nel verde che era la livrea preferita da Galeazzi.

Successivamente la prima Maserati V4 mai prodotta è passata di mano più volte nell’area di Roma – utilizzata anche da Felice Bonetto, il grande campione padre del mai dimenticato Roberto Bonetto, giornalista di Quattroruote – e venduta nel 1940 al collezionista Erick Verkade, a cui la vettura venne consegnata (con non poche difficoltà) nientemeno che da Tazio Nuvolari.

Per salvarla dall’occupazione nazista la Maserati venne fatta a pezzi, e il motore nascosto in camera da letto. E qui’ finisce la prima parte dell’avventurosa vita di questo gioiello, riportato solo nel 2003 – anno di presentazione a Pebble Beach da parte del proprietario Lawrence Auriana – all’ attuale splendore.

 

Fonte Ansa

 

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Renzo Raimondi
Renzo Raimondi - Padre di famiglia fiero, grande appassionato di motori e auto storiche.

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